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Prevenzione
La prevenzione delle patologie infiammatorie-degenerative
osteo-articolari può diventare una realtà terapeutica
Zinaxin può fare molto di più che ridurre i sintomi dell’OA.
Recenti ricerche, alla Johns Hopkins University di Baltimora, su modelli
cellulari della cartilagine umana (sinoviociti e condrociti) suggeriscono
che
Zinaxin può modificare la progressione della malattia.
È noto che alcuni mediatori chimici (citochine, prostaglandine,
leucotrieni) sono strettamente coinvolti nell’infiammazione e nella
distruzione della cartilagine durante l’osteoartrosi.
Importanti studi preclinici su sistemi cellulari umani dimostrano che
Zinaxin, a concentrazioni fisiologiche, ha una tripla azione farmacologica
inibitoria.
Studi preclinici hanno stabilito che Zinaxin è un potente inibitore della
produzione del TNFα e della IL- 1β nei linfociti umani a dosaggi
corrispondenti alle dosi giornaliere raccomandate per Zinaxin.
A causa della potente inibizione della produzione di TNF-alfa l’effetto
clinicamente rilevante della riduzione del dolore nella osteoartrosi può
essere parzialmente attribuito a questo meccanismo.
Inoltre, molti studi dimostrano che Zinaxin a dosi fisiologiche inibisce
la formazione di prostaglandine e leucotrieni. Anche questa azione riduce
il dolore e
combatte i processi infiammatori nella osteoartrosi.
I risultati delle ricerche attribuiscono a Zinaxin un ruolo di
protezione della cartilagine
• Zinaxin potrebbe costituire un approccio originale per sopprimere il
processo infiammatorio nel tessuto cartilagineo
• Usato in stadi iniziali della malattia, Zinaxin potrebbe avere un ruolo
fondamentale per inibire i meccanismi che portano alla distruzione della
cartilagine.
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